Il fatte e’ la notizia politica della settimana , insieme alle contemporanee riunioni di alcune cancellerie e apparati di sicurezza europei.
La presa di posizione del Fronte di Le Pen Bardella sulla Russia e la guerra in europa, dopo le riunioni convocate dal Presidente Macron, dovrebbe far riflettere i leader del variagato fronte trasversale italiano dai Vannacci ai Conte a parti importanti della sinistra , di opinion leaders e della societa civile
Una cosa è il dissenso democratico, un’altra è lasciare che una potenza straniera provi a orientarlo attraverso intimidazioni, minacce o campagne di destabilizzazione.
Il senso politico del comunicato della destra sovranista francese che non e’ certo diventata europeista e solidale e considerando anche l’opportunismo dovuto all’ avvicinarsi delle elezioni presidenziali, è semplice.
Si può essere critici verso Macron, chiedere più diplomazia, discutere quanto aiutare Kyiv. Ma riconoscere la natura della minaccia russa dovrebbe venire prima.
Questo in italia dovrebbe far riflettere sull’ arretratezza e completa dissociazione cognitiva e politica nell’ insistere in una sorta di neutralismo comprensivo nei confronti della russia,
di una voluta confusione tra ” riarmo” e necessita’ di contrastare aggressioni e ostilita’ di varia natura da parte del feroce regime putinano , che come ha recentemente ricordato il Presidente Sergio Mattarella necessita’ che un Paese abbia anche una difesa:
” Una difesa che, allo scopo di garantire la pace, deve necessariamente fondarsi su uno strumento militare che sia avanzato tecnologicamente, coeso e integrato in ambito di risorse a livello nazionale, interoperabile con i nostri alleati e partner”
In italia insistere su altro, le titubanze e le incertezze i continui generici appelli alla concordia non sono coerenze di un integrale approccio morale , peraltro spesso autocompiaciuto, sono segno della irresponsabilita’ politica di chi non riesce a confrontare il piano etico con il principio di realta’ che stiamo vivendo dal febbraio del 2022 al momento dell’invasione russa dell’Ucraina.
O si riesce anche in italia a fare questo salto politico e culturale legato alle responsabilita’ di governare e proteggere la Repubblica e la nazione o saremo condannati alla irrelevanza e in balia dei venti di tempesta.
Un Paese terreno di inquinamenti, disinformazioni dolose , incursioni di propagande strumentali altrui, tentativi di condizionamenti durante le elezioni, al fine di mettere esplicitamente in crisi le nostre gia’ fragili democrazie politiche.
Lascia un commento