Ateniesi: voi quanto noi, sapete bene che nel ragionare umano, si tiene conto della giustizia quando la forza è pari da entrambe le parti; in caso diverso, i più forti eserciteranno il loro potere e i più deboli cederanno
Melii e cosa ci guadagneremmo noi dall’essere vostri schiavi?
Ateniesi : Perché a voi toccherebbe sottomettervi invece di subire la sorte più atroce,
Melii E se restando in pace fossimo amici invece che nemici, ma alleati di nessuna delle due parti, l’accettereste?
Ateniesi No, perché ci danneggia più la vostra amicizia che un aperta ostilità, amicizia che agli occhi dei nostri sudditi sarebbe segno di evidente debolezza, mentre l’odio lo è della nostra potenza.
La vostra sicurezza è affidata solo a speranze nel futuro, perchè le forze di cui al momento disponete non sono sufficienti a garantirvi la vittoria
Darete, quindi, prova di grande stoltezza, se non prenderete una decisione più saggia
non lasciatevi fuorviare dal sentimento d’onore che tanto spesso porta gli uomini alla rovina, non vi è nulla di infamante nel riconoscere la superiorità della città più potente
E dato che vi si offre la scelta tra la guerra e la vostra sicurezza, non ostinatevi nel partito peggiore:
Riflettete dunque,ripetete a voi stessi che è per la patria vostra che decidete; che la patria è una sola, e la sua sorte dipenderà da una sola vostra decisione o la salvezza o la rovina”
Tucidide, Guerra del Peloponneso – Libro V
Dal 1989 abbiamo avuto la possibilità, per caso, di vivere tempi della storia unici e incredibili , che ognuno di noi individualmente interpretera’ e ricorderà liberamente secondo i propri convincimenti.
Il punto qui non è la dimensione individuale, ma quella politica collettiva di chi ha responsabilità decisionali capaci di incidere e orientare le pubbliche opinioni o i corpi sociali di riferimento
Allora i termini della questione cambiano e diventano un nodo gordiano da tagliare.
Quanto è successo ha solo pochi precedenti, scolpiti nella memoria dei grandi drammi vissuti nella storia europea.
Il 28 febbraio alla Casa Bianca è andata in scena una sorta di teatrale tradimento simile ad una tragedia shakespeariana
Una replica , come ricordava un editoriale del corriere della sera, delle chiamate a rapporto di Hitler nella fortezza sulle montagne bavaresi:
tra i tanti un cancelliere austriaco (si chiamava Kurt von Schuschnigg ), travolto da insulti e minacce nel sentirsi intimare di cedere alla volontà del Fuhrer quanto rimaneva della libertà del suo paese.
Trent’anni dopo più o meno la stessa sorte capitera’ al comunista cecoslovacco Alexander Dubcek convocato da Breznev a Mosca nel 1968 con l’invito ad accettare senza fiatare l’occupazione da parte dell’Armata rossa”
E nei regimi dell’est ad altri andò peggio: nel 1958 l’ex premier ungherese Imre Nagy e i suoi collaboratori vennero impiccati su ordine di Mosca, colpevoli della rivolta democratica di Budapest del ’56.
Ma di egual natura furono a suo tempo le mosse del segretario di stato Usa Henry Kissinger al tempo del colpo di stato in Cile, nell’appoggio alle feroci dittature centroamericane o – si dice- certe pressioni sul leader della Democrazia Cristiana Aldo Moro negli anni 70
E per quanto, rispetto ai lividi protagonisti di oggi, vi sia una differenza umana abissale con i presidenti Kennedy e Chruščev, forse la crisi dei missili a Cuba per quanto breve, fu altrettanto pericolosa sugli equilibri mondiali quanto la guerra in Ucraina
Era il tempo di un confronto della guerra fredda in cui vi erano ambiti della politica, degli arcana imperi , che avevano una sorta di elemento diabolico, dove tutto era concesso ,
Non a caso il più famoso dei teorici del realismo politico Thomas Hobbes , parlava del moderno stato assoluto e del suo potere, come di un Leviatano , il mostro della Bibbia dell’Antico Testamento
Si pensava che quel mondo si fosse eclissato , retrocesso , invece è ritornato al centro della scena
La differenza e’ che, al posto di essere condotto nella riservatezza dei colloqui, tutto cio’ e’ avvenuto oscenamente in pubblico, segno che il Media e Il Web ha travolto e annullato l’ultima tradizione istituzionale mondiale, quella diplomatica.
Quel che rappresenta invece un inedito assoluto è il sostanziale allineamento degli Stati Uniti sugli interessi della Russia.
Nell’ agguato teso a Zelensky , i due Iago , sembravano recitare un copione preparato volto all’ umiliazione pubblica dell’interlocutore per renderlo “sacrificabile” sull’altare di una visione della politica e della vita ridotta a scambio tra interessi dei potenti
Putin ha chiesto la testa di Zelensky e gli USA gliel’hanno offerta, lo scontro voluto un pretesto per poi giustificare la fine degli aiuti militari,
Nello stesso momento il responsabile della sicurezza russa Shoigu volava a Pechino a parlare con l’imperatore Xi Jinping , giusto per intenderci su quali saranno le future alleanze e intese con le quali ci confronteremo prossimamente.
L’America che ha liberato l’europa 80 anni fa, sembra ora optare per la resa di un popolo intero dove i suoi morti sotto le bombe da tre anni , valgono meno di zero, perché non ” hanno le carte giuste in mano”
Se la situazione non fosse tragica non potremmo che apprezzare questo sforzo di inumana malefica chiarezza.
Ma nessuno puo’ essere contento dell’ esito dell’incontro alla Casa Bianca. Non è una partita di calcio .
Non si può che sostenere lo sforzo del premier inglese e francese per evitare il collasso del sostegno all’Ucraina e una frattura irreparabile tra America ed Europa.
Trump è oggettivamente un asset per Putin e non perché sia stato comprato , ma perché ne condivide lo stesso concetto del potere, di egemonia, del mondo e della volontà di potenza.
Sono in molti però a pensare che l’Ucraina sia tutt’altro che sconfitta, la Russia sempre più in affanno, e che la presunzione di indispensabilità e di superiorità assoluta che ha Trump dell’America è ormai obsoleta e con pochi fondamenti:
Ma nello scontro in atto Trump fa sua l’idea che la Russia possa essere contenuta conferendole una egemonia di fatto sull’Europa dell’est compresi alcuni stati dell’Unione, regalandole parti dell’Ucraina e il dominio politico su di essa
Il sacrificio degli ucraini , il numero delle vittime, la ragione e il rispetto del diritto internazionale e’ totalmente irrilevante.
Una illusione, quello che Putin si accontenti , che non tiene conto della natura intrinsecamente imperialista della Russia,
il che non significa che porterà i cavalli dei cosacchi ad abbeverarsi alla fontana di San Pietro o agli Champ Elysee, ma che determinerà un influenza crescente e determinante su i paesi europei, basta vedere e sentire il peso della propaganda russa, nel dibattito pubblico italiano e dentro i singoli partiti e la società civile, svuotando così in parte i processi democratici , sostenendo le opposizioni sovraniste con la disinformazione , i trolls e comprandone il consenso.
E’ chiaro qual’è la posta in gioco ?
Di fronte a tutto ciò allora occorerebbe prendere atto della realtà per quello che è non per quello che vorremmo che fosse.
Si può rimanere incerto, attendere , agire al limite, sperando di non arrivare mai a questo punto, ma alla fine può arrivare il momento che devi fare una scelta;
o si sostiene la vittima o il carnefice,
Negli anni a venire quando si ricorderanno questi accadimenti , ci verrà chiesto conto noi dove eravamo, cosa abbiamo fatto, chi abbiamo aiutato o se siamo stati solo a guardare
Il tema non sono le cosiddette “terre rare ” che in un accordo non in un resa , la pace si possa anche comprare non scandalizza , il punto sono le garanzie di sicurezza di difesa e militari altrimenti sarà la fine della sovranità ucraina e la fine della democrazia, lo scontro resta quello: garanzie esistenziali
Tutte giuste l’emozione , l’indignazione e le manifestazioni di solidarietà a Zelensky , ma la domanda è :
Cosa siamo disposti fare per l’Ucraina?
Siamo in guerra da tre anni ma abbiamo fatto finta che la cosa non ci riguardasse , delegato al parlamento decidere qualche aiuto militare o il rafforzamento di quello umanitario
Domenica 2 marzo a Londra, grazie alla Gran Bretagna, ironia della sorte dopo la Brexit, si è fatto per la prima volta quello che molti chiedevano da tempo e che avrebbe dovuto essere fatto all’indomani dell’invasione russa : porre le basi di un Europa piu forte politicamente e militarmente
l‘ipotesi di un contingente anglofrancese e di altri paesi a titolo volontario a difesa dell’Ucraina, contestualmente ad una proposta di tregua, rappresenterebbe un coraggioso salto di qualità.
Siamo disposti a morire per Kyiv? e poi si entrerà nel tavolo delle trattative? , con quali interlocutori ? con quali proposte?
Gli alibi sono finiti per tutti anche per noi, e non possiamo limitarci alle grida scandalizzate sull’inutile strage, senza assumersi mai responsabilità
di fronte a questi tornanti della storia, nella dimensione pubblica, politica, non esistono più ormai appelli e scelte testimoniali e obiezioni di coscienza private
Tucidide, il grande storico ateniese, ebbe a scrivere con chiarezza che la responsabilità del male non è solo di chi lo fà ma anche di chi potendo impedire che lo si compia non lo impedisce,
e arriva una soglia oltre la quale, indipendentemente dai propri riferimenti ideali religiosi ,laici filosofici e materali, continuare ad appellarsi a non agire o non sostenere chi può e deve agire,
non e’ piu’ segno di sofferta, tormentata neutralita’ o di morale presa di distanza, ma diventa , politicamente, una forma di connivenza con il male.
Questa soglia da tempo è stata superata. Ora basta
Comunque finirà la vicenda ucraina, nel futuro la prevenzione della guerra e il mantenimento della pace sarà garantito soprattutto dalla capacità di investire risorse sulla costruzione di un apparato di dissuasione , di difesa militare nelle sue varie accezioni, sia delle singole nazioni che dell ‘Unione Europea.
con la consapevolezza però che si tratta di una visione estranea alla tradizione politica culturale maggioritaria del nostro paese
un salto quantico , un segno di maturità per quanto drammatico e doloroso, che non sarà facile assumere, ma si tratta di un atto dovuto e necessario
I paesi europei, quasi tutti, pur con i mille difetti e diseguaglianze , sono in gran parte , dentro una storia e un discorso che appare antico ma vivo, cioè, stati, istituzioni, parlamenti, scuole, università, chiese, partiti, giornali, media, corpi intermedi, abitudini, processi , riti, convinzioni. Democrazie stanche. Ma democrazie.
E’ la nostra storia e toccherà prima di tutto a noi difenderla

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