Il solido nulla

In questi giorni guardo le immagini provenienti dalla missione Artemis; il nostro pianeta visto dall’orbita lunare appare in piena luce, una goccia azzurra che vaga nel vuoto dove , senza l’effetto dell’ atmosfera terrestre che diffonde e disperde i raggi solari nella lunghezza d’onda del blu, il cielo e lo spazio appaiono per quello che sono: neri.

E la vera luce del sole è bianca, mentre nel vuoto le onde sonore non si propagano. Pensiamoci. All’opposto del rumore , del furore assordante che proviene dalle azioni distruttive dell’uomo, lo spazio è pieno di silenzio.

Noi , come diceva Stephen Hawking, siamo solo una specie evoluta di scimmie apparsa su un piccolo pianeta di una stella di media grandezza, un punto di un braccio periferico , quello di Orione, di una galassia che contiene circa 100 miliardi di stelle e milioni di sistemi planetari distanti 28mila anni luce dal centro della via lattea.

A sua volta parte di un’ ammasso galattico che ne contiene altri miliardi e cosi via fino all’estremo limite dell’universo conosciuto , nato 14 miliardi di anni fa, per una imprevista fluttuazione quantica del vuoto, in un sistema dove fra un miliardo di anni, probabilmente, scompariremo seguendo il destino del nostro sole.

Eppure considerando che tutto è nulla, ” il solido nulla ” di cui parlava Giacomo Leopardi , nonostante questa consapevolezza di fragilità che dovrebbe ispirarci ad una profonda cura per la nostra casa e per noi stessi, la nostra volontà di potenza e dominio , un delirio di invincibilità eterna, la coazione a ripetere errori, azioni distruttive e autodistruttive spinti da una freudiana pulsione di morte, appare prevalente e ci sfianca.

Ma queste immagini rimangono comunque incredibilmente potenti perchè, pur essendo così piccoli , siamo gli unici esseri senzienti in grado di comprendere e descrivere questa vasta scala cosmica, in grado di porci domande sull’universo, sulle sue origini, su di noi, sulla nostra storia, sul nostro posto al suo interno.

La sfida rimane capire come potremmo invertire una rotta che ci sta portando alla deriva. Se ombre e spettri sono tra noi lo sono anche i sogni e queste luci, prima o poi, illumineranno la speranza di un futuro e di una vita migliore.

Come scrisse Ernst Bloch, non dobbiamo accontentarci del nostro cattivo presente. Occorre continuare a sognare senza cadere nella trappola della nostalgia

Perche pensare e’ oltrepassare

E noi siamo potenza e siamo infinito


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