Si stanno rialzando i muri che il vento del 1989 aveva abbattuto, la politica degli imperi sta tornando alla sua essenza primordiale, volontà di potenza e forza , tutto piegato , vendibile e scambiale anche e soprattutto la dignità dei popoli , la libertà e i diritti.
Fratture nuove si aprono all’interno delle democrazie mentre si ricuciono quelle fra gli autoritarismi.
In ordine sparso, metà dei paesi europei sarebbero disposti a mandare truppe a difesa dell’Ucraina della sua libertà, della sua gioventù al fronte , gli altri dissimulano contrari, l’Italia nicchia ambigua , come da tradizione, paese levantino che ha vissuto solo la controrivoluzione e la controriforma, da sempre servitore di due padroni, senza mai assumersi responsabilità.
Di per sé comprare la pace non è reato , a patto che non sia dominio tra signori neofeudali e servi, altrimenti sarà individualismo proprietario foriero di nuovi conflitti , a patto che le guardie girino nelle città, nelle vie
e ai confini, altrimenti ladri e omicida torneranno all’arrembaggio alla prima occasione.
In tutto ciò i nuovi rubber baron del digitale e del web , ormai imprese-stato, nominano direttamente i loro ambasciatori a trattare con i governi, a conferma della nuova verticalizzazione dei poteri.
Si sta cosi delineando, molto più velocemente di quanto previsto , un nuovo assetto e rapporti tra masse e potere che va oltre e rischia di svuotare dall’interno la liberal democrazia.
come ha scritto Michael Ignatieff : l’umanesimo illuminista e la sua visione storica non possono più spiegare il mondo in cui viviamo.
Oggi il consenso post guerra fredda giace in rovina e un messaggio autoritario seducente, nonostante la sua rozzezza, ha rafforzato il proprio potere.
un irrazionalismo che ricorda il Dostoevskij dell’uomo del sottosuolo e dei demòni , uno dei primi a sospettare, prima di Freud e di Nietzsche, che il pensiero razionale non influenzasse più di tanto l’animo e il comportamento umano.
Vi è uno scarto irriducibile negli uomini in cui si annidano paure, speranze, rabbia e vendetta: la trappola del risentimento , di cui Max Scheler scrisse con grande intuizione un secolo fa, dove un uguaglianza formale tra individui , coesistendo con enormi differenze di status e possibilità, alimenta un risentimento verso gli altri , provocato da invidia, umiliazione e impotenza che, persistendo e intensificandosi , finisce con il compromettere la democrazia e la libertà politica ( Pankaj Mishra ).
Questo è il punto di saldatura e del consenso dei nuovi autoritarismi , degli imprenditori della paura e della forza.
La nostalgia dei grandi partiti , delle grandi narrazioni ideologiche e dei leader di un tempo , ignora la natura ormai frammentaria della nostra politica, delle nostre società ipertecnologiche e la mancanza di un baricentro strutturale nei suoi corpi sociali.
Fa una certa impressione rileggere oggi, uno degli scenari possibili scritti nel saggio di Samuel Huntington “Lo Scontro delle civiltà ” del 1996
” Nell’emergente mondo di conflittualità e scontri tra civiltà, la fede occidentale nella validità universale della propria cultura è falsa e pericolosa.
Il dominio quasi universale del potere europeo nel tardo ottocento e quello planetario degli USA nel tardo novecento, hanno diffuso molti aspetti della civiltà occidentale nel mondo , ma ora l’universalismo europeo non esiste più e l’egemonia americana si sta riducendo.
Inoltre come civiltà mature non hanno più il dinamismo economico e demografico per imporre la propria volontà ad altre società , e via via che le civiltà asiatica e musulmana inizieranno ad affermare con sempre maggior forza il carattere universale delle loro culture, gli occidentali finiranno con il rendersi conto sempre più chiaramente del rapporto esistente tra universalismo e imperialismo.
E questo universalismo è un pericolo perché potrebbe portare ad una grande guerra tra stati guida delle diverse civiltà ed è un pericolo per l’Occidente , perché da questa guerra potrebbe uscire sconfitto.
La drammatica dissoluzione dell’unione sovietica e del marxismo potrebbero essere stati i precursori del crollo del liberalismo , la principale corrente dell’epoca moderna. E in un mondo di civiltà variegate, gli Usa potrebbero rappresentare semplicemente l’ultimo anomalo residuo di un mondo occidentale fondato sull’ideologia.
Lo scontro tra i fautori del pluralismo culturale e i difensori della civiltà occidentale è il vero scontro reale in atto nella componente americana . Se gli Usa si de-occidentalizzassero , l’Occidente sarebbe ridotto alla sola Europa e ad uno sparuto gruppo di paesi australi e diverrebbe un minuscolo e sempre piu esiguo segmento della popolazione mondiale , confinato su una piccola e marginale penisola del continente euroasiatico “
Di fronte a questa nuova accellerazione degli eventi , al di la delle dichiarazioni ad uso dei media , sembra che nel dibattito pubblico italiano, si continui con le solite retoriche, narrazioni , slogan, musiche, come l’orchestra sul Titanic;
riti, discorsi , pratiche, totalmente autoreferenziali e inversamente proporzionali alla capacità di questi soggetti di incidere nella realtà.
Il dinamismo pare solo di nuovo franco tedesco e della Gran Bretagna che ovviamente gioca in proprio, pure riavvicinandosi al continente europeo.
In Italia invece figure come gli ex premier Gentiloni e Draghi sembrano parlare nel vuoto, prevale il tatticismo , la manovra in vista della prossima elezione, mentre servirebbe fermarsi un attimo , comprendere e capire quali visioni, quale strategia e prospettiva.
Il rumore di fondo , la traccia prevalente è il balbettio , la classe dirigente della politica e della società civile italiane sta mostrando inadeguatezza e inconsapevolezza di fronte a queste sfide epocali, forse non può che essere altrimenti, troppo rapide le trasformazioni da seguire.
Siamo tutti coinvolti , stanno cambiando le regole e il tavolo da gioco e dovremo imparare velocemente a giocare , camminare e nuotare da soli : contrattaccare, contrattare , trasmettere timore e rispetto, ma per farlo occorre essere convinti e credere in ideali e valori.
oppure prepararci a salire ( pagando ) su una scialuppa di salvataggio guidata da altri , che rischiano di essere solo scafisti e trafficanti di anime e denaro.
Mauro Montalbetti

Lascia un commento