E ora?


Il nuovo attacco al Presidente Mattarella da parte della Russia è la conseguenza dell’inazione, quell’inazione che ha caratterizzato al fondo la nostra politica in questi anni, ma la questione va oltre lo scontro diplomatico.

L’enormità di quanto sta accadendo è questa: Noi siamo il nemico.
Il cosiddetto occidente, una alleanza o vicinanza o storia comune, che esiste da sue secoli rischia di andare in frantumi.

Nei processi storici e politici , anche nelle accelerazioni improvvise vi sono sempre elementi di continuità e nulla è senza rimedio , ma quando avvengono delle rotture sistemiche come insegna in fisica il principio entropico, non si ricompone mai l’unità di prima.

La nuova destra di Trump e Musk non ha nulla a che vedere con la destra repubblicana o conservatrice precedente, ma sono una riedizione 5.0 dell’autoritarismo fascista che come allora fece leve sugli autentici malessere , paure , rancori e insicurezze dei popoli e delle democrazie infragilite dalla competizione globale.

Ci si prepara a conquistare lo spazio, ad andare su Marte , non vi è più nessun legame o storia comune in occidente da rivendicare, della storia avvenuta tra 800/900 e di tutta la sua faticosa costruzione.
Niente memoria storica comune post guerre mondiali e quanto scaturito dopo.
Fine di concetti superati, antifascismo, antinazismo e anticomunismo.

Il capitalismo è fatto da spiriti liberi che non vanno né limitati né regolati e nemmeno tassati. Ovviamente il capitalismo è identificato in quella oligarchia tecnocratica che esce dal campo economico per entrare direttamente nelle stanze del potere. Una regressione del capitalismo pre ‘900, ai monopoli, solo che oggi sono quelli della economia digitale, finanziaria , i nodi globali che controllano le supply chains.

L’America viene prima di tutto e tutte le relazioni di qualunque natura si baseranno sulla forza economica e/o militare.
I dazi sono usati come armi.
Tutto è trattabile. Tutto è transazione commerciale. Tutto, anche l’indipendenza di un paese, ha un valore economico.

Svuotamento di organismi internazionali e superamento di alleanze e logiche diplomatiche in cui gli Usa agiscono insieme ad altri.

Quando gli Usa azzereranno la Nato molti in casa nostra festeggeranno senza aver capito che dal giorno dopo avremo due nemici in una Europa costretta a difendersi.

Tutto questo stava già nei programmi elettorali, si stanno attuando.

L’Europa è l’avversario. Il conflitto è dentro l’occidente non fuori. La sfida è tra il modello di Trump ed il modello (con tutte le differenze interne) dell’Europa.
Il cuore di questa sfida totale, senza ambiguità e senza far prigionieri è la guerra in Ucraina, lo è sempre stato fin dall’inizio.

e la cesura tra gli Usa di ieri e quella di oggi è chiarissima quando si vorrebbe concedere a Putin le ragioni della sua guerra e gli esiti che Putin ha sempre dichiarato. Una resa politica non militare.

Abbandonare l’Ucraina e abbandonare l’Europa. Tutto in nome della pace. In fondo anche Stalin e Hitler fecero un patto in nome della pace.
Perché in realtà Trump vuole entrambe e non ha nessuna importanza se Putin vincesse e cosa potrebbe accadere domani ad altri paesi del vecchio blocco sovietico.


Il sostegno economico all’Ucraina diventa un conto da saldare Un debito retroattivo.
Come se dopo la seconda guerra mondiale anziché un piano Marshall, gli Usa avessero addebitato i costi ai paesi alleati per le spese sostenute.


I nuovi amici degli Usa di Trump sono tutte le formazioni e i partiti sovranisti, populisti, neocomunisti, neofascisti che pur provenendo da storie diverse, hanno in comune l’avversione all’Unione Europea , al pensiero e alle regole liberaldemocratiche e la vicinanza ed il sostegno alla Russia.

Tutto si tiene in modo cristallino.
L’Europa è quindi il nemico per due ragioni:

  1. È l’area economica e produttiva che compete con gli Usa e verso cui riesce a esportare più di quanto importa. È capace di agire in moltissimi campi.
  2. I democratici americani erano i nemici verso cui ogni atto era ammesso e i partiti europei, di centro o di centro sinistra, vengono visti come alleati dei democratici americani. È il proseguimento di quella guerra ideologica.
    Dopo i democratici americani vanno sconfitti i democratici europei.
    Via le regole del mercato, via un capitalismo inclusivo con i nostri modelli di welfare, via le tassazioni imposte alle grandi imprese tecnologiche americane, recupero di una ideologia reazionaria in materia di diritti civili.

    • L’Europa, che deve tenere insieme 27 paesi ,subisce una ultima estrema torsione nel processo decisionale. Chi si lamenta dei ritardi imputabili al passato spesso è tra coloro che hanno sempre avversato decisioni più rapide e senza voti unanimi.

      Gli alleati non sono solo i sostenitori aperti di Trump, sono trasversalmente nei movimenti populisti nei sovranisti pronti a far di ogni paese il suddito americano, sono in quelli che da tre anni invocano la resa ucraina, quelli che ancora oggi pensano di condurre conflitti su questioni totalmente secondarie.
      Fino alla schizofrenia per cui Trump a Gaza è un mostro ma quel che fa in Ucraina va benissimo.
    • Ancora non capiamo che non siamo più in una dialettica destra/sinistra dentro regole condivise.
      Siamo entrati in un’epoca nuova. Inutile perdere tempo con analisi retroattive.
      Lo scontro non è dissimile da quanto in Europa si visse un secolo fa.
      Solo che l’attacco non arriva solo dall’esterno ma dall’interno.

      Bisognerebbe prepararsi da ieri ma almeno da domani.
      Il campo è chiaro, la sfida dichiarata e non servono sofismi
    • Solo nord europei e baltici in cui si è attivato una memoria storica e un riflesso condizionato, sin dall’inizio avevano capito la svolta poi Macron, gli altri ancora balbettano.

    • Eppure basterebbe rileggere tre interventi:
      Quello di Putin
      Quello di Vance
      Quello di Mattarella.
      Chi oggi ha dubbi su da che parte stare in realtà ha scelto di stare con uno dei primi due o con tutti e due.
      Però basta ambiguità o fumisterie. L’agenda l’abbiamo : è quella spiegata da Mario Draghi allargata ai sistemi di sicurezza e militari
    • Adesso non servono dichiarazioni di amicizia e solidarietà servono a Trattati invariati, decisioni e atti politici conseguenti

    • O si sta con le nostre democrazie, a est e ovest, uscite da un novecento di guerre e totalitarismi o si diventerà piccoli e grandi vassalli dei nuovi autoritarismi del terzo millennio


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